La storia dei Fratelli Beretta.
La
prima visita aziendale del master 2016-2017 mafood Liuc ha il suo avvio in via
Felice Beretta, a Medolago, tra un intenso odore di affumicato.
Inizia la
visita allo stabilimento Wuber ed incomincia la storia dei Fratelli Beretta.
Il
nome della via è in onore di uno dei capostipiti.
Sarà poi Mario Beretta, uno
degli attuali proprietari dell’azienda, a spiegarci che là un tempo non c'era
nulla.
È lui ad accoglierci e a raccontarci la storia di un piccolo salumificio
brianzolo che ora conta 22 stabilimenti tra Italia, America e Cina.
È tutto
organizzato alla perfezione.
Sui tavoli auricolari, cappellino, camice bianco tutto
rigorosamente marchiato Beretta.
Sembriamo tanti umpa lumpa alla scoperta
della fabbrica di salamini.
Ci convinciamo così di creare un piccolo pezzo della
storia di questa azienda.
Inizia il racconto.
Nel 1812 nasce la bottega per la lavorazione delle
carni a Barzanò. Nel 1920 viene convertita in industria produttiva con l'apertura del primo stabilimento a Trezzo sull'Adda.
L'azienda si connota
sempre di più negli anni come fornitrice, accanto al canale tradizionale dell'affettato da banco, di un innumerevole gamma di prodotti confezionati a libero
servizio.
Tra le tappe importanti si ricordano:
Anni '60-'65. Diversificazione della produzione
con forte orientamento verso il confezionato.
Anni '65-'70. Collaborazione con la grande distribuzione e forti
investimenti in comunicazione.
1976. Apertura della seconda unità produttiva a
Medolago, lo stabilimento Wuber, nato con l'intento di produrre solo wurstel e
ora, dopo, vari ampliamenti, specializzato anche nella produzione di prosciutto
cotto.
Anni '80 ad oggi. Acquisizione e apertura di
nuovi centri produttivi sia in Italia che all'estero con l 'obiettivo di coprire
la gamma più ampia di produzioni D.O.P. e I.G.P nel mercato Italiano e raggiungere
mercati promettenti come gli USA e la Cina. Nel 2002 si costituisce la nuova società Piatti Freschi per la produzione e commercializzazione di piatti pronti, in
compartecipazione con la francese Fleury Michon, leader del settore. Così nasce
il marchio Viva la mamma.
Trascorsi circa 200 anni, la foto delle
generazioni proprietarie mette in bella mostra uomini fieri del loro percorso.
Tutt'oggi al comando ci sono quattro fratelli.
Il signor Mario ci tiene a
sottolineare che le sorelle fanno parte dell’azienda solo come dipendenti, per
evitare che la compagine sociale possa perdere unità nel tempo.
Nell'azienda c'è una forte propensione a tenere saldo il concetto di famiglia.
Messa così, a me
è sembrata una brutta cosa.
La motivazione potrebbe essere che il cuore di mamma avrebbe potuto
compiere fratture negli anni?
L'azienda Fratelli Beretta ha invece nel suo animo concretezza,
precisione e ordine.
Non sarebbe male però che nel futuro i Fratelli Beretta considerino che i consumatori sono emisfero destro e sinistro.
Fare le cose tecnicamente
buone ha senso se il palato, ma soprattutto il cuore del consumatore, lo
percepisce.
Vi lascio una chicca trovata sul web per i festeggiamenti dei 200 anni dell'azienda, un buon punto d'inizio per svecchiare e sdrammatizzare l'immagine di un settore molto tradizionale:
Carino, ma mi piacerebbe sentire il parere di tutti su questo video un po'...naif ;-)
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