L'attenzione al CONSUMATORE FINALE per i Fratelli Beretta

A solo un mese dall'inzio del Mafood 2017 il nostro direttore ha organizzato la visita a una delle ormai poche aziende 100% italiana, la Wüber e Fratelli Beretta. In seguito a questa la nostra visione d'insieme sull'azienda di prodotti di salumificio e würstel ha fatto enormi passi avanti (costruzione dei capannoni,posizionamento dei macchinari, organizzazione dei turni, i percorsi per non contaminare il prodotto e la pulizia..)
In questa giornata l'attenzione al consumatore finale è stata più volte sottolineata sia dal signor Mario Beretta (amministratore delegato) cha dal responsabile di produzione e la vastissima gamma di articoli rende l'idea di questo specifico bisogno. Tutti prodotti che prima di tutto cercano la qualità che vanno dalla linea zero24 con salamini, piadine e panini, wüber con würstel di tutti i tipi, la fresca salumeria, semplici piaceri, 1812 con ricette di tradizione bicentenaria e beretta con piu di trecento tipologie di prodotti!
Per quella nicchia di consumatore più esigente è appena nato il würstel numero 38 con quattro tipologie differenti di gusto in cui prezzo e qualità saranno molto alti, pack molto semplice e accattivante e molto più buoni e digeribili a parer mio!
Poichè il bisogno del consumatore è al primo posto nella mission dei "Fratelli" negli anni sono state acquistate piccole aziende con l'intento di preservare la tradizione di prodotti dop ( demoninazione origine protetta) e igp (indicazione geografica protetta) da vendere a chi non si accontenta ad esempio di mangiare un comunissimo prosciutto crudo ma che cerca il parma e il san daniele o un banale salame ma il vero salame felino!
Che dire la prossima volta che noi consumer andremo a fare la spesa e troveremo che il wuberone costerà 20 centesimi in piu rispetto ai competitor sapremo che quelli sono il valore aggiunto per avere serietà, controllo,pulizia e i per seguire i giusti standard di produzione.

Commenti

  1. Intanto un plauso a Paolino che introduce il concetto di link, la sua anima html esce allo scoperto;-) a parte questo secondo me l'insaccato soffre un po' il problema del salmone affumicato. quindi è vero che si cerca il Parma o il San Daniele, ma purtroppo la nostra esigenza di qualità non finisce qua, anzi non si esaurisce qua. Sembra impossibile, ma i disciplinari di quanto sopra non garantiscono un bel niente, basti pensare alla provenienza dei lattoni per capire la forzatura industriale che c'è dietro alle dop e alle igp. Il problema è che non ho un marchio riconducibile, che mi faccia riconoscere come qualità quel brand piuttosto di un altro. Anche perchè secondo me a livello industriale mantenere una qualità è un ossimoro. Dimmi la verità, prima della visita riconoscevi Beretta come un prodotto di qualità tout court? Certamente no, e men che meno per i wurstel. secondo me è un settore ancora in cerca di identità, soprattutto nella comunicazione.

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    1. Sono costretto a dissentire circa la sua asserzione secondo cui "i disciplinare di quanto sopra non garantiscono un bel niente". La provenienza dei suini è nota ed è prescritta dai disciplinari (i.e. "La denominazione di origine "prosciutto di Parma" è riservata esclusivamente al prosciutto (...), ottenuto dalla cosce fresche di suini nati, allevati e macellati in una delle Regioni indicate (...) prodotto secondo le prescrizioni di legge e regolamentari stagionato nella zona tipica di produzione (...)").

      Va bene l'analisi critica, purché avvenga in coscienza e con cognizione di causa: fornire letture in stile "report" ovvero giornalismo scandalistico e aprioristicamente anti industriale all'interno di un master per food manager promosso dall'università di confindustria, non mi sembra corretto verso gli studenti e verso le aziende...!

      Se poi vogliamo dire che uno dei problemi dei regimi di qualità (DOP IGP STG) è la scarsa conoscenza degli stessi e di ciò che sottendono al consumatore beh, non ho nulla da eccepire. Ne è ben conscia la commissione europea che, con i 3 differenti regolamenti, dal 1992 ad oggi, ha cercato di colmare le varie lacune.

      DOP, IGP ed STG sono marchi che assicurano uno standard di qualità a prescindere dal marchio del produttore A o B che compare in etichetta. I produttori cercano discostarsi in melius da tale standard proponendo, nel rispetto del disciplinare, diverse stagionature oppure fissando parametri maggiormente restrittivi, di tal che aumentare ulteriormente il grado di qualità.

      Beretta è custode della quasi totalità delle dop e igp di salumeria, pertanto è pacifico che per questi prodotti Beretta non possa che fare qualità. Ovviamente poi abbraccia varie fasce di mercato e cerca di andare incontro a tutte le esigenze, tra cui il prezzo. Il nostro wuberone è considerato il migliore nella sua categoria; per chi cerca qualcosa in più, per chi vuole il premium ed è disposto a spendere di conseguenza, abbiamo lanciato il nostro n38.

      I ragazzi hanno visto che adottiamo i medesimi sforzi e le medesime cautele sia che si produca il wurstel "da battaglia" sia che si produca il wurstel "di lusso".

      Il wurstel in Italia è associato all'estate, alle grigliate e alle insalate di riso, ed invero i picchi di consumo si hanno proprio in questa stagione.

      La cattiva comunicazione sui presunti effetti cancerogeni, di certo, non ha aiutato l'azienda a convincere i consumatori a comprarli (nonchè a mantenere tutti i posti di lavoro in stabilimento).

      saluti
      Paolo Usuelli

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  2. proprio di questo abbiamo parlato nella call, possiamo approfondire?

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